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Bonaventura Natale Sottotenente pilota 1940

Tempo fa mi capitò di vedere alcune foto che ritraevano un funerale a Casapulla ai tempi della seconda guerra mondiale.
Volli informarmi e mi fu detto che era relativo a Buonaventura Natale sottotenente pilota morto a seguito di un incidente aereo nei cieli di Brindisi all’inizio della seconda guerra mondiale;.
Ogni volta che passavo dalle parti del monumento ai caduti in piazza municipio non mancavo di dare uno sguardo ai tanti nomi, spesso anonimi , dei concittadini immolatisi in questa guerra tra i quali scorgevo in seconda fila quello di Bonaventura.
Informatomi dai più anziani mi fu detto che, nato il 26 settembre del 1916, era il fratello maggiore della Sig.na Pia Natale figlio di Francesco e Teodolinda Cafiero .
Mi recai allora al cimitero e lì, nella cappella di famiglia, ebbi modo di portargli il mio saluto .
La lapide era eloquente un aero scolpito nel marmo che cade in picchiata nel mare con l’ epigrafe che così recitava:
PAX
S. TENENTE PILOTA
BONAVENTURA NATALE
BALDO AQUILOTTO
NELL’AZZURRO VIDE E SEGUI’ IL SUO IDEALE
NELL’AZZURRO EROICAMENTE PER LA PATRIA
S’IMMOLAVA
CASAPULLA 28-9-1916 – CIELO DI BRINDISI 25-6-1940
Di fianco una bellissima foto che lo ritraeva in divisa.
24 anni!

Chi non conosce la sig.na Pia maestra delle elementari da sempre presente attivamente nella parrocchia di S. Elpidio. Da ragazzi ci accoglieva lei e la sorella Annamaria nel loro nobile palazzo, ma era da tempo che non la vedevo più in giro.
Mi decisi e con la “complicità” del caro professore Galbiati la telefonai e le chiesi se fosse contenta di scambiare due parole su questo luttuoso avvenimento. Fu cordialissima e fissammo un appuntamento.
Oggi finalmente siamo riusciti a combinare l’incontro. Passato per casa del professore Galbiati, insieme ci siamo recati da lei.
Confesso che ero emozionato.
Ci accoglie con un grande sorriso ed anche se cammina aiutandosi la rivedo quella di sempre cordiale lucida e loquace. Certo ottantanove anni non sono pochi e le avranno forse usurato le ginocchia ma non la mente.
Discorriamo piacevolmente per più di due ore di quel palazzo di quella famiglia di storie del passato e, senza mancare di aggiornarsi sul presente, tocchiamo l’argomento del fratello Bonaventura.
Lì davanti a lei una pila di foto a ricordo del fratello e mentre me le passa mi confessa che non le era stato certo facile riesumare certi ricordi che le riaprono una ferita mai rimarginata.

Sfogliamo una ad una le foto mentre le rivolgo qualche timida domanda:
“ era un ragazzo solare brillante amato dagli amici dai noi familiari e dai paesani.”
Mi racconta di quando già pilota aveva ricevuto l’ordine di recarsi in missione nel giorno di Pasqua per bombardare una località, ma in tutta coscienza non riuscì ad accettare che in una giornata simile si potesse compiere quell’orribile missione. Fu così che levatosi in volo arrivò nei pressi della località designata scaricò a vuoto nel mare il suo carico di morte e tornò alla base.
A soli quindici giorni dall’inizio della seconda guerra mondiale http://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale il 25 di giugno del 1940 il sottotenente Bonaventura Natale con altri quattro membri d’equipaggio, un altro sottotenente pilota un maresciallo e due avieri, decollarono da Brindisi con il loro idrovolante carico di bombe.
Era il CANT Z 506 B idrovolante a tre motori ad ala bassa con doppio galleggiante prodotto dalla italiana C.R.D.A. CANT versione bombardamento costruito in 324 esemplari. http://it.wikipedia.org/wiki/CANT_Z.506
La loro missione era bombardare Biserta città della Tunisia settentrionale .
il porto di Biserta era definito dalla propaganda del Regime: "una pistola puntata contro l'Italia".
L’aereo però per una brusca virata precipitò in mare dove trovarono la morte tutti e cinque; mai si è saputo chi dei due piloti fosse alla guida.
A questo punto mentre sfogliamo le foto ci troviamo tra le mani un foglio manoscritto dell’elogio funebre che gli fu tributato dallo zio Rafiluccio Natale nel giorno del funerale a Casapulla e qui la sig.na Pia vuole riascoltarlo dalla voce del prof. Galbiati.
Elogio funebre
Discorso letto nel giorno delle esequie

In quest'ora di indicibile angoscia, in quest'ora che l'uragano ha schiantato la tua vita, ha annientato il nostro spirito, tocca a me purtroppo il compito di recarti l'estremo saluto dell'intero paese, che annichilito e fiero, esterna alla tua salma, tutto il suo affetto.
A me che ti conobbi un poco più da presso, che ebbi agio di valutare le tue elette virtù di mente e di cuore, tocca tributarti tanto cordoglio!
Io che avrei voluto salutarti da reduce vittorioso, dalle più ardue battaglie, in quest'ora satura di eventi e di cimenti, debbo purtroppo portarti il dolente omaggio di quanti ebbero la ventura di conoscerti.
Il tuo spirito indomito, forgiato nel segno del Littorio, proteso a tutte le mete, aleggia forse adesso su di noi, sereno, soddisfatto del dovere compiuto.
Il fato ineluttabile, non ha permesso che tu fossi restituito ai tuoi cari, esuberante di vita, così, come quando desti loro l'ultimo abbraccio, fidente nella tua Stella, che pare non dovesse giammai tramontare.
Ma ora, ora che immoto attendi che un pugno di terra sigilli il brevissimo ciclo della sua vita terrena, ascolta o Bonaventura la sacra promessa, che il tuo ricordo giammai sarà sepolto nell'oblio; la tua Memoria resterà scolpita nei cuori di noi tutti, e servirà di monito e d'esempio ai posteri, per le maggiori fortune della Patria.
Raffaeluccio Natale
Casapulla 28 giugno 1940 - XVIII h.19.35

Superato qualche istante di silenzio la signorina Pia mi confida che certo non le è parso una cosa giusta lasciare questo sacrificio nella indifferenza. Era comunque un ragazzo ventiquattrenne che s’era immolato per la patria patria che però non aveva saputo dare segno della sua presenza per tenerlo a ricordo alle future generazioni.
Siamo perciò compiaciuti che, nel nostro piccolo siamo riusciti anche in minima parte, dove altri hanno mancato.
Saluto la signorina e ci diamo appuntamento al più presto.
9 Marzo 2009
A cura di Pietro Granatello
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