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Traversando il Tifata ... sulle orme del passato

Gli amici di "ORIZZONTI", "CASAPULLA ON-LINE", e "STORIA LOCALE DI SAN PRISCO" informano che Domenica 23 ottobre 2011 alle ore 8,30 si svolgerà la 1^ edizione della “Traversata del Tifata” ripercorrendo le orme del passato.
Lunghezza percorso: 8 Km - andata e ritorno -
Dislivello (in salita): 500 m (partendo dall'acquedotto di San Prisco)
Arrivo: Monte Tifata 603 m s.l.m.
Tempo di cammino: 5 ore (stimato ed escluso soste)
Difficoltà: Escursione impegnativa
Attrezzatura
Scarponcini da trekking, zaino, borraccia, bastoncini per escursionismo, abbigliamento escursionistico adatto alla stagione, giacca a vento, cappello, occhiali da sole, colazione al sacco, frutta secca, acqua.
Appuntamento
Per gli amici di “Orizzonti” e “Casapulla on-line” ore 8,00 sul piazzale della chiesa di Sant'Elpidio (P.zza Giovanni XXIII) per portarsi,con mezzi propri all'acquedotto (ENI acqua) di San Prisco dove incontreranno gli amici della ”Storia Locale San Prisco" alle ore 8,30
Descrizione del percorso
Dall'acquedotto di San Prisco (100 m s.l.m.) il percorso si snoda su fianco sinistro sino ad arrivare alla collina "Croce Santa" (291m s.l.m.). Traversando una spianata ci sposteremo a Montanino e da qui, camminando lungo tutto il crinale della montagna, si potrà ammirare tutta la pianura fino al mare, mentre dall'altro lato la piana di Monte Verna con la città di Caiazzo. Ed è proprio sul crinale della montagna che incroceremo i resti del Tempio di Giove Tifatino (526 m s.l.m.).Passando per il Tabellone si arriverà alla sommità del Monte Tifata (603 m s.l.m.) dove verrà posta una targa a memoria della manifestazione. Lasciandosi alle spalle la croce e, scendendo per qualche centinaio di metri, si arriverà alla Cappella di San Nicola (560 m s.l.m). Da qui il ritorno a valle ripercorrendo il percorso dell'andata.
Descrizione dell'escursione
Il sentiero che percorreremo inizia dall’acquedotto di San Prisco (100m s.l.m.) si snoda su fianco sinistro sino ad arrivare alla collina “Croce Santa” (a 291m s.l.m.), dove nel 1954 fu posta una grande statua della Madonna a strapiombo sulla “Cava Statuto”
A” Marunnella” collina “Croce Santa” 291m s.l.m.

Posta a guardia ed a protezioni dei paesi ai sui piedi, la grande statua fu trasportata su di un carro trainato da buoi in una fredda mattinata di dicembre del ’54 e sistemata su un piedistallo di cemento armato. Oggi la grande statua non esiste più fu sbriciolata da un fulmine e il piedistallo è stato sventrato da un traliccio di sostegno di antenne oggi dismesse.
L’ iniziativa fu dei padri Oblati di San Prisco a ricordo una targa commemorativa in marmo recita così:
I MISSONARI OBLATI DI M.I.
DELL’OPERA CAMILLO E MARIO VENTRONE
QUI TI VOLLERO MARIA DOLCE RICHIAMO ALLE BELLEZZE DEL CIELO
VIGILE CUSTODE DI SAN PRISCO
DI TUTTA LA FORTUNATA TERRA DI LAVORO
7-12-ANNO MARIANO 1954
Oggi, a ricordo, è stata risistemata una statua della Madonna di ridotte dimensioni
Da qui ci sposteremo, traversando una spianata,
a Montanino

Intorno al 216 a.c secondo quanto fu riportato da Silio Italico, “Annibale si accampa sul Tifata dove il colle sovrasta le mura più da vicino e di là osserva la città.”
E nella “Storia civile della fedelissima città di Capua ….” di Francesco Granata 1752
… In questo stesso Monte, là dove la pianura si estende, che dicesi di Montanino, fu lungamente accampato Annibale col suo poderosissimo esercito , la prima volta tornato dalla vittoria di Canne, e la seconda volta dalla conquista di Taranto , per soccorso de' Capuani assediati da' Romani; essendovi fin oggi alla costa di Montanino un certo spazio, che fin da allora ritiene il nome di Padiglione , come oggi al Padiglione vi si dice , per l’ antica tradizione d'essere stata in quel luogo situata la tenda , e 'l padiglione d'Annibale. Lo scrive Livio …
Da qui, camminando Lungo tutto il percorso, praticamente sul crinale della montagna, si può vedere, da un lato, la pianura che arriva al mare, mentre dall'altro la piana di Monte Verna e la città di Caiazzo. In effetti il Tifata fa un da spartiacque tra la pianura urbanizzata ed industrializzata della provincia di Napoli e Caserta ed un territorio che resiste nella sua vocazione agricola e che fa ancora parte della provincia di Caserta.
Ed è proprio sul crinale della montagna che incroceremo i resti del:
Tempio di Giove Tifatino (526m s.l.m.)

E’ sito sulla piccola vetta posta a sud est della cima più alta quella appena a destra da chi guarda da Casapulla o da San Prisco. Il tempio ne occupava la sommità a 526 m s.l.m..
l rinvenimento fortuito nel 1996 di tre lastrine di bronzo, con fori per chiodi di fissaggio alla parete del tempio, e con dediche votive a Giove Tifatino (“ex-voto”), hanno consentito di localizzare con precisione il punto in cui il tempio si trovava sepolto.
Sul sito sono evidenti alcune strutture del tempio come le fondazioni calcaree, i riempimenti artificiali di pietrame e malta la cella ad ambiente unico con una breve gradinata. Tempio ormai diruto e non grandissimo (misurava all’incirca 10mt x 7mt ) la cui fronte principale si trovava ad ovest verso l’antica città di Capua tale da poter essere visto agevolmente.
Fonti:
- Gruppo Archeologico casertano “F.S. Gualtieri”
- Conferenza del CAI su “il monte Tifata nell’antichità” Caserta 16-03-2006
- Sopraintendenza Archeologica “Guida all’antica Capua”
Continuando la nostra camminata ecco che finalmente incroceremo il :
Tabellone
che riflette le onde nella vallata a nord.
E così, passo dopo passo, ecco che arriveremo alla sommità del
Monte Tifata (603m s.l.m.) (Monte San Nicola già Monte S. Agata)

Pochi anni orsono fu riposta la Croce in sostituzione della vecchia, logorata dai temporali, collocata dal gruppo Scouts di Capua negli anni 80. Ciò fu possibile grazie al progetto dell’Area SIC (Siti di Importanza Comunitaria) Campania specifico per il Monte Tifata.
La nuova Croce portava in sé innovazioni tecnologiche oltre ad essere più grande della precedente. Era fornita di pannelli fotovoltaici che assicuravano così energia all’ impianto di illuminazione notturna.
Non passò molto tempo che tutto l’impianto fu trafugato.
Proprio sulla sommità si possono scorgere antiche mura dei tempi passati.
Ci lasceremo alle spalle la croce e, scendendo per qualche centinaio di metri, arriveremo alla
Cappella di San Nicola (560m s.l.m)

Lo storico M. Monaco riferisce che il monte venne chiamato monte S.Agata; la presenza poi, in un a grotta, nei pressi della Cappella prossima alla vetta, di una santa eremita, S. Offa, vissuta verso il 1070, contribuì certamente a rendere il monte, luogo di pellegrinaggio e devozione, facendolo pure chiamare a lungo col nome di Monte S. Agata. Non si può escludere che la cappella sia sorta sul luogo o nei pressi di altro tempio pagano.
Dal medesimo storico viene riferito pure che S. Nicola, passando per Capua, si recò al Tifata e distrusse il tempio di Diana, dopo di che i capuani costruirono la cappella dì S. Nicola sulla vetta del monte S. Agata cui mutarono così il nome in quello di S. Nicola. Altre importanti testimonianze si trovano lungo le pendici del monte Tifata; il suo versante sud occidentale, che gravita verso il sito dell'antica città di Capua, conserva molti evidenti resti della presenza romana che ne occupò le pendici e la sommità con impianti di ville agricole, di acquedotti, di postazioni di difesa e di monumenti funerari. (www.montetifata.it)
Qui il giro di boa e si ritorna a casa.
Descrizione dell'escursione a cura di: Pietro Granatello
Per informazioni
Orizzonti:3384526725
Casapulla on-line:3462491547
Storia Locale di San Prisco: 0823 796601
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