Dagherròtipi: lastre sbiadite, figure assopite in un disordine sacrale.
Storie vere o verosimili, nomi presi a caso: appena una spolverata e di nuovo e per sempre il silenzio.
Il dialetto ha struttura "fotofonetica",nel senso che i vari suoni sono riprodotti con verismo fotografico: una rappresentazione fredda e priva di interpretazione.
Cosi, le vocali in fin di parola, sempre mute se atone, vengono qui trascurate, quand'è possibile ovviarvi con fusioni di parole,elisioni a catena, segni diacritici, desinenze mutuate da altre lingue, ecc.
Una maniera naìf per rendere la lettura più agevole e più aderente alla realtà. E' un tentativo: NON SPARATE.
L'edizione è fuori commercio: è destinata agli amici, ai coetanei indigeni, alla gente perbene.